FROCIA DURA SENZA PAURA
Mi piace pensare che Mario Mieli fu un provocatore, un intellettuale che architettava continui attacchi a tutte quelle norme che regolano i comportamenti e le definizioni del nostro corpo e della nostra sessualità. I suoi scritti, la sua militanza, le sue performance e più in generale il suo pensiero hanno inciso profondamente sullo sviluppo del movimento omosessuale. Chi in quegli anni c’era, ed ara attivo sul fronte della lotta per la liberazione delle persone omosessuali, sa che la figura di Mario Mieli era un punto di riferimento forte e scomodo; un militante che ha spinto le sue azioni rivoluzionarie fino ai confini meno accettabili dal senso comune. Spesso i teorici rivoluzionari hanno immaginato mondi migliori e per questo le loro teorie inapplicate sono state definite utopie. Il pensiero di Mario Mieli, instancabilmente dedito alla lotta contro ogni ordine costituito, era fortemente orientato all’abbattimento dell’omofobia e alla valorizzazione della femminilità, fino al raggiungimento di un eros completamente libero e slegato da ogni castrante tabù o norma eterosessuale. Il suo mondo ideale era un mondo pansessuale, rappresentato più dalla sessualità indefinita dell’infanzia che dai goffi tentativi di normalizzazione omosex che i gay associati hanno sempre tentato di mettere in atto. Qualsiasi norma castra il desiderio. Qualsiasi norma è indesiderabile. La sua vita è costellata di gesti dissacratori contro la normalità. Un continuo corpo a corpo con le istituzioni, con i movimenti politici, con il pensiero dominante. Mario Mieli ha vissuto coraggiosamente la complessità di cui si faceva continuamente testimone e portatore. Lo abbiamo visto affrontare da solo e zittire un intero corteo operaio che mostrava sintomi di omofobia, lo abbiamo visto arrestato a Londra vestito da suora, lo abbiamo visto fatto di lsd denudarsi e gridare ad un poliziotto “fuck me”, lo abbiamo visto mangiare feci su un palcoscenico. Un misto di genio, avanguardia, militanza e intellettualismo. E’ stato capace in ogni momento di ricordare a tutti e a tutte che la nostra sessualità e il nostro desiderio sono vittime dell’educastrazione attuata da chi ci impone un modello monosessuale, sia esso etero o omo. Noi tutti siamo naturalmente transessuali. Un pensiero e una pratica caratterizzate da una carica rivoluzionaria che ancora oggi scuotono le coscienze.
E noi qui, oggi, a rivendicare i Dico, a cercare di salvare la legge sull’aborto, a cercare a tutti i costi di creare possibili canali di comunicazione con le istituzioni capaci solo di raggirarci per le nostre (scomode?) istanze e di sedurci quando si tratta di incassare voti e consenso.
A 25 anni dalla scomparsa, la vita e le opere di Mario Mieli restano un fecondo monito per tutti coloro che si sentono chiamati a migliorare le condizioni di vita delle persone omosessuali. Per rinvigorire e scuotere l’attivismo politico non bastano edulcorati discorsi al limite del compromesso, servono sane e decise provocazioni.
Bibliografia essenziale:
• Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale (a cura di Gianni Rossi Barilli e Paola Mieli), Feltrinelli, Milano 2002.
• Mario Mieli, Il risveglio dei faraoni, Centro d’Iniziativa Luca Rossi, Milano 1994.
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