Radio America

22Gen08

Il funzionamento di “Democracy now” dipende soprattutto dall’attività dei volontari e dalle donazioni degli ascoltatori. Senza questo appoggio il programma non avrebbe potuto estendersi a tutto il territorio. Il passaggio alle immagini è stato reso possibile dal lavoro gratuito di tecnici specializzati; le trascrizioni delle trasmissioni disponibili su internet sono state realizzate all’inizio da volontari sparsi in tutto il mondo. In totale la redazione può fare ricorso a ottomila persone, di cui 1700 solo a New York. Questa gente si è iscritta per segnalare la propria disponibilità a lavorare per alcune ore o per un’intera giornata, il più delle volte per svolgere compiti amministrativi.
C’è chi organizza le conferenze che Amy Goodman, la principale giornalista di “Democracy now”, dà in tutto il paese. Mentre per assicurare la promozione del programma, i volontari possono distribuire prospetti e adesivi che scaricano dal sito www.democracynow.org. Un gruppo di militanti sulla costa ovest ha raccolto abbastanza denaro per affittare un grande cartellone pubblicitario dove si può leggere: “I media privati si sono ingannati sull’Iraq. Sostenete il programma che aveva visto giusto”.
In Giappone alcuni volontari hanno creato un loro sito, dove i principali argomenti del programma sono tradotti. A Phoenix (Arizona) e a Buffalo (stato di New York), di fronte al rifiuto delle radio pubbliche locali di trasmettere il programma, gli ascoltatori hanno raccolto dei fondi con i quali hanno comprato lo spazio su una radio privata. Un abitante di Baltimora (Maryland) registra tutti i giorni la versione video del programma diffusa via satellite e di reca in bicicletta alla vicina stazione televisiva locale per portare la cassetta; nel Massachusetts, poiché la radio pubblica si rifiuta di trasmettere il programma, un ottantenne ha montato un ripetitore pirata nel suo giardino. “Ci saranno sempre dei volontari per aiutarci”, afferma Karen Ranucci, direttrice generale di “Democracy now”. “Oggi potremmo realizzare il programma senza il loro aiuto, ma non saremmo mai arrivati qui senza di loro”.

[le Monde diplomatique]

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