IN OGNUNO DI VOI C’E’ UNO DI NOI

20Feb08

Numerose sono state le azioni contro la comunità gay lesbica transessuale in Italia nel corso degli ultimi anni (circa venti) in cui si è cercato di alzare la testa e reagire ad un clima che tenta di costringerci alla vergogna. Cosa c’è da vergognarsi? Cosa dovremmo tener nascosto? Cosa dovremmo tacere?
Con la rabbia che ci corrode le risposte andrebbero tutte indirizzate verso chi si diverte con i nostri corpi e con le nostre vite. Senza preoccuparsi di lasciare anche solo una mancia in fatto di diritti. Anzi pronti a comprare qualche litro di benzina con qualche spicciolo e cercare di insabbiare con un falò i ricordi di una notte troppo spinta in cui ci si è ritrovati in una toilette con qualcosa di troppo in mano, o in bocca, o altrove. L’omofobia non è la sana preoccupazione di una mamma che spera che il suo pargolo le dia dei nipotini, l’omofobia non è l’inquietudine di un padre che non riesce a commentare le partite della domenica con il figlio finocchio. L’omofobia è una malattia che affonda le sue radici nelle persone che non riescono a reagire alle gravissime allusioni provocate da chi rappresenta quella parte di sé troppo poco accettata. Solo un frocio può voler scacciare un altro frocio. Un eterosessuale non avrebbe nessun interesse nel prendersela con un omosessuale. Una vera persona eterosessuale riconoscerebbe nell’omosessuale un differente orientamento sessuale, e stabilirebbe con esso un rapporto basato su un ovvio compromesso che esclude forme di seduzione e di coinvolgimento sentimentale. L’omofobia è esattamente l’incapacità di instaurare rapporti “normali” tra persone di orientamento sessuale diverso. Una malattia, ripeto, che colpisce chi in questa relazione accusa un difetto. Un difetto che ha origine, secondo me, nella non accettazione di impulsi che fanno vacillare la propria virilità, in caso di uomini. L’omofobia femminile devo ancora conoscerla. Proverò nel tempo a maturare un’opinione anche su questo particolare fenomeno.
Le esternazioni di questa malattia sono state delle più svariate. Si va dal semplice insulto verso il compagno di classe, all’incendio del locale in cui si ritrovano persone che troppe volte hanno rappresentato l’asterisco di rimando alla propria occulta diversità. Nell’elenco di queste virili bravate si possono leggere pestaggi, omicidi consumati dopo essersi concessi per qualche spicciolo, persecuzioni, ricatti, minacce, etc. Tutte reazioni elaborate da persone con un orizzonte ideale di poco conto. Tutte reazioni vissute sull’onda dell’impulso. Se tutte le vittime dell’omofobia potessero elencare i nomi e le biografie di chi si è dilettato anche per pochi minuti col proprio corpo, sono sicuro che la storia di questo paese assumerebbe tinte diverse. Invece, siamo costretti ad assistere ad un fuggi fuggi della sinistra in fatto di “legge contro la discriminazione”, e ad un pastorale rispetto nella non concessione di diritti alle coppie dello stesso sesso che vogliono veder riconosciuto uno stato di fatto, in quanto nucleo affettivo di contribuenti capaci di aggiungere denaro nelle casse dello stato garantendo i privilegi a quei pochi in grado di dichiararsi “professionisti della politica”, e pronti a nascondere la testa sotto la sabbia quando pescati a cercare sesso a buon mercato sui marciapiedi dove bazzicano transessuali senza permesso di soggiorno.
L’omofobia assume tinte forti quando inizia ad avere giustificazioni di altro genere. La dottrina della chiesa cattolica per esempio è sempre lì pronta a dirti che non devi masturbarti, figuriamoci masturbare il tuo compagno di banco. Le fiamme dell’inferno divoreranno te, peccatore, e tutte le pecorelle smarrite non in grado di far sosta al confessionale e regalare un racconto porno gratuito al referente di turno. L’omosessualità per la chiesa è un fenomeno tollerabile solo in caso di assenza di pratica sessuale. L’omosessualità nella chiesa è un fenomeno di cui nessuno deve parlare. E se ne parlano è per scherzare e sfottere quegli uomini “che hanno fatto voto di castità e che per pregare hanno scelto di sacrificare la figa”. Non mi risulta però che fenomeni di omofobia violenta si siano mai scagliati contro la chiesa. E’ evidente che quegli uomini in gonnella sanno il fatto loro e conoscono come tener separati certi impulsi da certi “affari”.
Finchè in Italia si continua ad assecondare questo clima e queste prassi, non andremo molto lontano in fatto di civiltà. E uso la parola civiltà non a caso: invito tutte le persone omofobe a tener presente la vita sessuale di tutti i principali artisti che costituiscono il patrimonio dell’umanità. Sarete costretti a sovrapporre continuamente immagini di madonne che tengono in braccio il loro cristo morto a immagini di fellatio tra uomini che provengono dal vostro inaccettato impulso. Provate a dar fuoco alla “Pietà” di Michelangelo, scoprirete che non brucia, e l’omosessuale che l’ha scolpita è morto da tempo, non per mano di un demente come voi, ma ricoperto d’oro da un gerarca della Verità capace di circondarsi delle migliori menti, oltre che delle migliori bocche.

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2 Responses to “IN OGNUNO DI VOI C’E’ UNO DI NOI”

  1. E già, caro Bruno.
    Qui fra roghi,fiamme, pestaggi e aggiungiamoci anche assalti ai centri assistenza per gli handicappati che non fa mai male,sembra proprio che non ci sia spazio per le diversità; tranne che per le diversità approvate dagli appositi preposti e omologate agli standard del perbenismo e del sentire del “buon padre di famiglia”.
    In un momento in cui si assiste al declino di qualunque tipo di diritto e dignità, pare non ci sia posto per chi ha sempre trovato serenamente dignità e diritti nella propria identità.
    La cosa che più spaventa è che proprio nel mondo gay c’è poca presa coscienza di ciò che sta avvenendo. Sembra che nascondersi sia diventato normale e addirittura giusto.
    Ero a Roma Domenica e avevo appuntamento proprio al coming out con una mia amica. Per il troppo freddo e la stanchezza post weekend, ho rinunciato.La persona con cui avevo appuntamento ( che frequenta assiduamente il locale) ha commentato dicendo :
    “Beh adesso come al solito si esagera…sarà stato un corto circuito!Possibile che qualunque cosa avvenga nel mondo gay dev’essere sempre una tragedia!”.
    Che dire? Io sono allibità e anche un pò indurita…ho sempre lottato per la parità dei diritti degli individui a prescindere dal proprio orientamento sessuale e sempre lo farò…io una goccia in mezzo ad un mare in cui è sempre più difficile restare a galla.
    Un abbraccio
    Lalinda

  2. 2 filiberto

    caro bruno,
    ti scrivo per farti i miei complimenti per l’editoriale dell’ultimo magazine cassero (qui come “in ognuno di voi c’è uno di noi”). trovo molto interessante la lettura che fai dell’omofobia, onestamente non l’avevo mai pensata in questi termini e ti ringrazio per averne parlato.
    filiberto


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