VIVA LA SVEZIA

14Nov08

Ci siamo incontrati con degli amici per una chiacchierata intorno a un tema molto particolare. Senza stare a citare l’argomento, l’obiettivo era quello di formulare un documento politico che tenesse conto delle nostre aspirazioni in quanto operatori di un settore che ha un forte impatto sul pubblico. La mia premessa è stata: facciamo finta di dover scrivere questo documento in quanto cittadini di un piccolo centro del nord della Svezia. Una piccola provocazione che citava un esempio tanto in voga negli anni ’70 quando la rivoluzione culturale prendeva spesso a modello le società socialdemocratiche del nord. Ogni volta che pronunciamo quel termine, dentro di noi sappiamo già che si tratta di una utopia. Nessun italiano potrebbe mai immaginarsi questo paese realmente socialdemocratico. La socialdemocrazia l’ho sempre identificata con un alto livello della qualità della vita e il rispetto della dignità di tutti i cittadini. Lo stesso termine a diversa latitudine è una realtà. Qui da noi, senza nessuna reale esperienza del vero significato, da qualcuno è considerato un sogno/utopia, da altri uno spauracchio da allontanare come tutte le forme di comunismo. Se poi aggiungiamo le varie esperienze partitiche che hanno sventolato questo termine nelle loro sigle, e che la riforma del più grande partito della sinistra ha portato all’uso del termine democratico come fosse qualcosa da rivendicare o qualcosa di qualificante, dubito che il popolo italiano abbia avuto occasione di accostare il termine socialdemocrazia a una qualsiasi forma di progettualità politica.
Quando penso a qualcosa di sinistra, io penso alla socialdemocrazia. Nel sistema politico/partitico italiano quando si pensa alla sinistra si resta inevitabilmente presi in giro, e anche un po’ impantanati in uno stagno privo di senso, volto a svolgere il ruolo del qualunquista in modo che possano sentirsi a proprio agio tutti. Se andiamo a rileggerci i documenti e gli interventi fondamentali di questo nuovo partito, notiamo che tutti i grandi contributi dei più noti intellettuali socialdemocratici su questioni sociali, economiche e politiche sono stati messi da parte. Il socialismo è stato liquidato come qualcosa di vecchio e superato. Qualcosa di ottocentesco. Mentre invece tutte le politiche sociali europee nel corso del ‘900 sono state l’unica e più importante esperienza politica da contrapporre al selvaggio capitalismo americano. Se c’è un’idea in grado di contenere al suo interno un equilibrio tra interessi pubblici e interessi privati, quella è proprio la socialdemocrazia. Regolamentare il mercato, creare opportunità, e compattare la società sono principi propri della socialdemocrazia. Le sfide della complessa società contemporanea non sono certo ostacoli per un’idea basata sulla riduzione delle disuguaglianze. In Italia invece la sinistra resta sul vago, si appella a ulivi e margherite: un’idea light del nostro pensare e agire politico. Eppure molte nazioni conservano vitalissimi partiti socialisti o socialdemocratici, tutti più o meno in rete tra loro. E il socialismo è considerabile la seconda forza all’interno del parlamento europeo. Evito qui di fare il confronto sui numeri e sui successi delle varie società guidate da partiti socialdemocratici. Provate a dare uno sguardo alle classifiche che prendono in considerazione la qualità della vita e chiedetevi come e dove si vive meglio. Un motivo ci sarà. Quelle società al momento del voto hanno di fronte una sinistra in grado di contrapporre un’idea solida, soprattutto in riferimento alla riduzione delle disuguaglianze e alla offerta di opportunità. Solo una concreta politica di questo tipo può essere definita di sinistra. Socialista. Altrimenti restiamo nel carrierismo, nel liberismo sfrenato, nel democristiano, in mezzo a conservatori. Chissà cosa avremo mai da conservare!?

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5 Responses to “VIVA LA SVEZIA”

  1. 1 Bea

    ahimè, l’italiano medio: residente ideale del passivo quieto vivere qualunque.
    ingrediente primario del pasticcio all’italiana, coservato, scongelato e riscaldato in loop dal 1945…
    bah

  2. 2 led

    in questi giorni pensavo, provocatoriamente, di domandare asilo alla svezia

  3. non posso che concordare…la socialdemocrazia del nord-europa è una realtà che non si può far finta di non vedere (eppure in italia è considerata d’antiquariato…)
    …quando torniamo da una vacanza a Stoccolma raccontiamo a tutti il fantastico vivere di quella terra, però nulla si fa per avvicinarci a loro…
    …dovremmo un pò seguire il filone nord-europeo, ma purtroppo, aimè, devo dire che vogliamo proprio rimanere, e di certo non per colpa nostra comuni mortali, i “terroni” dell’europa…
    poveri noi…

  4. 4 u-stick

    qui vigge la legge del “c’è chi può e chi non può”, è una nazione in cui vali solo quando sei nel rotary. finchè è stata prerogativa dei massoni, era tutto abbastanza chiaro. ora anche chi si pone come voce del popolo ci si ficca dentro. neo-liberismo posticcio

  5. 5 u-stick

    più che altro vige


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