CRISI ECONOMICA E TEMPO LIBERO

11Feb09

E’ tempo di crisi. Lo si legge ovunque e se ne sente parlare sempre più frequentemente. Abbiamo anche imparato tutti che questa crisi ha dapprima colpito i vertici del capitalismo (alta finanza, speculazioni e anfratti ad altà densità di liquidità lontani dalla comune esperienza economica), e tra poco, come fosse una vendetta capricciosa, toccherà a tutti pagarne le conseguenze, come se le conseguenze della suddetta prosperità non ci toccassero già abbastanza. L’immediata reazione dell’uomo comune, e non quella dei superman dell’economia, è stata di frenare il più possibile i consumi. Meno carburante, meno automobili, meno cibi in eccesso, meno arredi. Sembra quasi la descrizione di un mondo migliore, e soprattutto più consapevole del proprio vizio smodato di dare fondo a ogni barile, e sempre più spesso raschiarne il fondo. Intanto le previsioni economiche assomigliano ogni giorno di più alle previsioni del tempo. Si, al meteo. Variazioni minime, valori nella norma. Si parla di pessimismo, di recupero di una serenità a partire dalla seconda metà del 2010. Le minime all’estero sono più basse di quelle nostrane solo in alcuni sporadici casi localizzati nell’Europa dell’Est. Ma anche le strategie per venirne fuori, dettate dai più illustri specialisti e istituti del settore, appaiono un pò come il ricettario di Nonna Amelia. Se il mercato impazzisce come una maionese non si può far altro che sperare che si riprenda aggiungendo altre uova. Gli intramontabili luminari di Confcommercio arrivano anche a lamentare che la colpa è delle mancate liberalizzazioni di alcuni settori strategici se l’Italia non riparte.

Eppure in questo clima minaccioso per le nostre tasche e per il nostro futuro, un segnale di speranza ci arriva forte e chiaro: i consumi per il tempo libero sono in rialzo di circa il tre per cento. Tutto crolla miseramente e si fa fatica a capire come se ne verrà fuori, ma i libri, i giornali, il cinema, i corsi multimediali, i viaggi e i giochi continuiamo a comprarli instancabilmente. Mi sorge spontanea una domanda: ma non è che l’uomo comune si sarà un pò stufato di lavorare a vuoto per comprarsi macchine, benzina, vestiti e mobili, e ha iniziato a salvaguardare solo ciò che concerne il suo spazio liberato dal lavoro? In questa lenta e sofferta resistenza non c’è spazio per i richiami da parte del capo. Ti possono, al limite, solo licenziare per eccesso di personale. L’unico modo che hanno per parlare al cuore di tutti è investire in miliardi di pubblicità e convincerci tutti che un’auto nuova, un sofà all’ultimo grido e un pieno pagato alle Sette Sorelle con raccolta punti, sono ancor oggi le cose per cui vale la pena vivere e lavorare. Finchè continueremo a comprare libri, scattare foto, guardare film, giocare a golf, girovagare in Second Life e ad alimentare in ogni modo possibile i nostri immaginari e desideri, sono convinto che quelle automobili, quei mobili e quel petrolio non ci (ri)porteranno sicuramente in un mondo migliore. Sapere che il mondo non è in crisi solo perché quei farabutti di superman delle superclass stanno “bene”, non mi fa sentire meglio e prima di tutto non mi convince. Ragioniamo invece su come produrre per e con il tempo libero, la nostra humanitas è imprigionata lì, liberiamola.

Annunci


No Responses Yet to “CRISI ECONOMICA E TEMPO LIBERO”

  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: