MY DESKTOP (4)

11Mag09

Chill out domenicale spulciando tra il materiale presente sulla mia scrivania.

Il numero di maggio della rivista musicale tedesca Groove. Non parlo tedesco, l’ho presa solo per il cd allegato. Ottima selezione musicale al prezzo (rivista inclusa) di 3,90 euro. In Germania sanno cos’è una politica dei prezzi per favorire il mercato e disincentivare la pirateria. Qui i nostri addetti ai lavori sanno solo aprire la bocca per prendere aria, sostenendo demagogiche strategie, infarcite di stronzate legate alla pedofilia. Infondo, l’effetto velina-bionda-che-non-vuol-dir-nulla da qualche parte doveva farsi sentire. Se avete amici che tornano dalla Germania, vi consiglio di commissionare l’acquisto. Non ve ne pentirete.

Il Corriere della Sera ha confezionato un prodotto editoriale in vendita in allegato al quotidiano ogni martedì. Si tratta delle Fiabe Sonore. Un tuffo nella memoria collettiva infantile. Le fiabe che ci hanno insegnato e raccontato il mondo per la prima volta. Sempre uguali. Dove il bene e il male sono distinti nettamente. Capaci di rassicurare la confusione di qualsiasi bambino, che le ascolta e le riascolta. Un rito orale che ci ha insegnato a prestare attenzione ad una complessa casistica e che dovrebbe continuare ad essere tramandato nelle generazioni con massimo rispetto. La prima uscita è stata Il gatto con gli stivali, la storia di un anziano signore che lascia un mulino e un asino ai suoi primi due figli, e al terzo solo un gatto. “Tu caro mio, devi fare solo due cose, procurarmi un paio di stivali ed affidarti al mio ingegno, altro che fame! Fra tre mesi saremo a corte!”. A mille ce n’è. Ultima uscita il 20 ottobre.

La scorsa settimana a Berlino ho fatto un salto nella mia libreria preferita; è difficile stabilire un primato del genere in una capitale ricchissima di offerte per gli amanti dell’editoria in genere. Ma questa libreria ha qualcosa di speciale, sarà l’atmosfera, l’attenzione ai temi contemporanei, il saper dosare perfettamente i topic che frequento di più. Non so dirlo esattamente. Comunque ho acquistato due riviste a tematiche omosessuali. La prima è la quinta uscita di “They Shoot Homos. Don’t They?”, questo è il titolo della rivista. Ed è un monografico dedicato ad artisti omosessuali sieropositivi. Una carrellata di articoli, interviste e foto di opere e installazioni davvero impressionante nonostante siano solo un centinaio di pagine. La rivista include un cd audio confezionato ad hoc, contenente 16 brani musicali di musicisti gay, tutti concessi gratuitamente alla rivista per questa monotematica confezione. La seconda è il numero primavera / estate di “Fantastic Man“. I cultori di “Butt” sapranno che quegli snobissimi redattori producono anche questa rivista più patinata rivolta all’omosessuale in carriera o arrivato. Professionisti di ogni genere si susseguono negli articoli, che sembrano dei veri e propri redazionali di moda. Insomma, due prodotti editoriali che nel nostro panorama italiano non riusciamo nemmeno a concepire, figuriamoci a realizzare e distribuire.

In una busta traslucida che pubblicizza lo shopping museale è contenuta una nutrita rassegna stampa che io e il mio amico Vincenzo abbiamo selezionato a Perugia nei giorni del Festival del Giornalismo. Ogni mattina compravamo circa sei o sette quotidiani. Abbiamo imparato così a conoscere la stampa locale (che tra l’altro ha un prezzo di copertina inferiore all’euro nazionale per il fatto di essere una zona ex-terremotata). Non potendo descrivere ogni articolo per questioni di spazio, mi limiterò a fare un breve elenco e a rimettere tutto il malloppo nella busta, spedendolo a futura memoria: così almeno ricorderemo cosa c’è lì dentro.
Maurizio Costanzo che si indigna sull’ennesimo episodio di omofobia. Alessio De Giorgi che sostiene che il movimento gay dovrebbe essere politicamente più a 360°, ovvero aprirsi alla destra. Inserto del Riformistale nuove ragioni del Socialismo“. Una recensione di Michele Bellucci sull’arrivo a Perugia del dj Rampa direttamente da Berlino. Stefano Di Michele che parla di un ritorno della contestazione sottoforma di caccia al ricco, sulle pagine de Il Foglio. Gaia Cesare, sempre su Il Foglio, sostiene che la pornografia tra i rimborsi spese dei politici non aiuta certo a risollevare l’economia. Il Corriere dell’Umbria riesce a far passare la tragedia degli oltre 200 dispersi in mare come un successo “Nave italiana salva 350 naufraghi”. E nelle pagine interne il titolone è “Salvati dalle acque”. Il buffo di questo quotidiano è che riesce anche a raggiungere picchi di cronaca che solo in provincia sono possibili: “Trans tradito dalla fede” ovvero un transessuale ricercato si reca in pellegrinaggio a Santa Rita da Cascia e viene riconosciuto e arrestato. Repubblica intanto dedica una pagina a una cubista diventata suora, e che continua a ballare insegnando danza contemporanea. Sempre da Repubblica un pessimo esempio di giornalismo che punta al sensazionalismo razzista: il caso del bus per soli immigrati di Foggia. Donald Sassoon in un’intervista all’Unità sostiene che la crisi riporterà xenofobi ed estremisti in scena. Repubblica e Corriere riportano una cronaca dell’elezione di Gustavo Raffi a Gran Maestro della massoneria. Ci siamo incuriositi a questo fatto, perché non si è capito come, ma il suo nome era legato al Gay Pride. Indagheremo. Corriere dell’Umbria e Libero per simil vocazione danno risalto alla notizia relativa all’evoluzione delle corna, ovvero che un coniuge su due tradisce e sempre più spesso con omosessuali. Peccato poi che la percentuale di questi tradimenti gay che fanno notizia si assestino solo intorno al 7%. La Stampa recensisce un pamphlet di Paolo Fores D’Arcais, ovviamente contro la Chiesa. Il massimo invece appare in prima pagina sul Corriere: un’analisi delle gaffe e delle battute del nano di Arcore interpretati da Francesco Verderami come strategia premeditata dai suoi spin doctor; sentire i retroscena delle sue posizioni da un’amica che lavora nella stessa redazione è davvero esilarante. Il festival di giornalismo è anche questo. Un Beppe Severgnini che recensisce una collana in allegato al Corriere sulle città d’arte, incitando al microturismo. E L’Unità che punta a una conversazione con Giorgio Bocca sulla carta stampata in crisi. Il Giornale punta invece su una delle migliori veline della politica, Gabriella Carlucci, che stavolta ci intrattiene con una proposta di legge sul teatro. Valentino Parlato in prima pagina sul Manifesto ci ricorda che il capitalismo fatto di padroni invisibili è un segno di indebolimento del sistema; infatti la rabbia si sta scatenando contro i manager. Sempre sul Manifesto un’intervista a Armand Mattelart sulla società del controllo e della sorveglianza.  Dalle pagine riservate alla cultura di Repubblica Luce Irigaray analizza il diffuso sentimento di paura nella società contemporanea. Infine Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, rilascia un’intervista a Il Giornale come reazione e risposta alla vicenda che ho già trattato qui. Insomma abbiamo trascorso quei cinque giorni a Perugia trasformando la nostra stanza in albergo in una piccola emeroteca (ho tralasciato l’elenco dei numerosi mensili e settimanali di cui ci siamo ingolfati). Quanto meno siamo riusciti a mantenere informati gli addetti alle pulizie di quel jazz hotel.

Si è fatto tardi, continuerò a mettere in ordine un’altra volta.

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