… continuons le combat!

17Ott09

Sono appena tornato da una vacanza trascorsa a Madrid. Ci sono andato per rilassarmi insieme al mio compagno Alex. Come in ogni viaggio che faccio, mi son caricato la zavorra di un pò di carta: libri, riviste, poster, cartoline e materiale vario. Abbiam dovuto pagare anche un extra al check-in per il sovrappeso dei nostri bagagli. Non tutto ciò che ho raccattato valeva la pena di esser trasportato fin qui, ma il feticismo è una malattia che si cura con lunghe e costose frequentazioni di psicanalisti che spesso si divertono, retribuiti, a curiosare tra i tic altrui senza risolvere proprio nulla. Per cui cercherò di convivere col mio feticismo, almeno, come dice Alex, finché il pavimento del nostro appartamento al primo piano lo sosterrà.
Il prodotto editoriale che pesa di più, e che non avrei lasciato nella capitale spagnola per nulla al mondo, è un libro patinato, ben rilegato e di ottima presentazione grafica. Il titolo è molto eloquente: “Libro de huelgas, revueltas y revoluciones” (Libro di scioperi, rivolte e rivoluzioni). Un vero e proprio catalogo storico di uomini e donne che affrontano il potere che li sottomette. Un’antologia che insegue un unico filo conduttore: la rabbia. Persone che cercano in modi diversi di ottenere uno stesso risultato: vivere in un mondo più giusto.
Ero quasi commosso quando l’ho sfogliato in libreria. Un mercato editoriale come quello spagnolo, che non eccelle in edizioni pregiate e che spesso risparmia sui costi di confezione dei libri, riesce a dedicare ad un excursus così passionale uno dei migliori sforzi editoriali. In questa libreria non distante dalla residenza reale, ho trovato un ottimo caffè Lavazza e una intelligente selezione di titoli, oltre che un programma di iniziative di tutto rispetto. Tutti i libri in Spagna non recano stampato il prezzo. Probabilmente questo è dovuto all’ampio mercato sudamericano cui possono far riferimento, in cui ci sono valute di vario tipo. Mi sono recato alla cassa e dal mio bancomat hanno prelevato 22,50 euro. Una cifra equa se tengo conto della quantità e qualità delle evocazioni che mi ha suscitato anche solo sfogliarlo per un pò.
In rigoroso ordine cronologico si susseguono le più esemplari proteste della storia, a cominciare dalla ribellione di Lucifero, riportata in una versione in prosa del “Paradiso perduto” di John Milton, con le illustrazioni di Gustave Doré.
Un passo di “Spartaco” di Howard Fast testimonia la rivolta degli schiavi contro Roma. Da questo stesso romanzo storico è stato tratto l’omonimo film di Stanley Kubrick. Il passo è illustrato da alcuni dettagli di opere di Andrea Camassei, che sono visibili presso il Museo del Prado, a Madrid.
La rivoluzione inglese e quella francese sono descritte rispettivamente da Mark Twain e da Stefan Zweig.
Un capitolo è dedicato a Madrid contro Napoleone: una punta di orgoglio non guasta. A celebrare questa pagina di storia un frammento di Benito Pérez Galdòs.
Si arriva ai giorni nostri con la ribellione degli schiavi neri d’America; il testo scelto è quello di William Styron.
E’ “L’educazione sentimentale” di Gustave Flaubert a celebrare l’immenso sforzo collettivo del movimento operaio. Mentre Jules Vallès narra le vicende de La Comune di Parigi: grande impresa governativa insurrezionale sfociata nel sangue.
Il movimento delle Suffragette che ha lottato per il riconoscimento del voto alle donne viene ricordato con il discorso di Clara Campoamor del 1931 davanti alle due Camere riunite (las Cortes).
Sarà l’espressione di Lenin, che si rivolge alla folla attenta, che reca cartelli scritti in cirillico, a ricordarci quella stagione di inizio Novecento che segnò per molti decenni la storia del mondo occidentale: la rivoluzione sovietica. Sofia Casanova ne scrive un diario di un testimone.
Le commoventi parole di Wladyslaw Szpilman de “Il Pianista” ci ricordano la terribile ribellione nel ghetto di Varsavia.
Non mancano l’indipendenza d’Algeria, il maggio ’68, e soprattutto non potrebbero mai mancare le lotte antifranchiste.
L’Intifada e il movimento anti-globalizzazione chiudono questa antologia di emozioni ormai atrofizzate nel corpo e nell’anima di tutti gli italiani.
Nonostante la regione iberica non necessiti di alcuna propaganda in tal senso, riesce a dare dignità editoriale a quell’umano istinto di migliorare le condizioni rispetto a ogni sottomissione. Nello stivale questa dignità sembra essere stata dimenticata il giorno stesso in cui penzolava in piazzale Loreto il corpo di Mussolini. Questo tipo di editoria non può essere liquidata come anticaglia estetica. Viviamo in un mondo in cui ci sembra normale che un puttaniere miliardario colluso con la mafia governi un paese civile, e che la morte per fame di milioni di persone sia considerata un evento naturale.
Poggerò questo prezioso catalogo sul comodino e cercherò di alimentare sogni di cittadinanza, di giustizia e di (vana)gloria.

edicion de costantino bertolo

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2 Responses to “… continuons le combat!”

  1. sembra un libro necessario,
    pro-memoria di questi tempi.
    libri e cinema parlano sempre meno di storie d’amore e sempre più di rivoluzionari
    (so che sta uscendo un film su Ipazia una donna matematica nell’Alessandria d’Egitto uccisa dai cristiani per le sue idee rivoluzionarie).
    rivoluzionari\eroi contro l’anestetico d’effetto;
    chissà se svegliano le coscienze o allontanano l’idea di diventarlo in prima persona

  2. 2 Simo

    sul libro: sembra interessante.
    Metterei però, per obiettività, e per non peccare di miopia o insufficienza,
    desiderio di libertà anche dalle varie Massonerie internazionali, per es. data la cronaca Murdoch, Soros e Debenedetti (cfr. rispettive ‘biografie’ affaristiche e finanziarie non certo immacolate su wikipedia: Soros che affondò la lira, ricercato in vari paesi del mondo per insider trading ma Prodi gli diede una laurea honoris causa, per carità; e Debenedetti tessera PD n° 1 implicato in mani pulite, scandalo SME, crack Banco Ambrosiano) compresi, specie quando dall’estero (Usa, Isr. & co) vogliono intromettersi nella vita delle altre nazioni, comprese malefiche leve finanziarie e monetarie per cambiare anche dall’estero e dall’esterno il corso dei governi nazionali, per scopi di solito finanziari personali.

    Cmq non son venuto a brontolare, ma a farti AUGURI di BUON COMPLEANNO!
    Ho riformattato il pc e ho perso la tua mail, e per cell. mi pareva troppo scontato.
    Felice Anno Personale.


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